Oggi parliamo di colui che rivoluzionato il mondo delle hot rod, un personaggio che ha inciso profondamente nel movimento della cultura pop dei primi anni Sessanta: Ed Roth.

Non è esagerato definirlo un uomo del Rinascimento: era un creatore irrequieto ed un violatore di regole consolidate che possedeva anche un acuto senso del mercato commerciale. Questi due mondi esistevano l’uno accanto all’altro con la massima chiarezza nella sua più grande creazione, il personaggio di Rat Fink, il cattivo anti-Mickey Mouse che ha fatto suonare i registratori di cassa di varie aziende per decenni.

Ed “Big Daddy” Roth

Sono state le sue rivoluzionarie creazioni a quattro ruote di Roth che lo hanno portato prima nel circuito delle esposizioni, che poi hanno contribuito ad alimentare la vendita delle sue magliette ed infine ad attirare l’attenzione della Revell, che a sua volta lo ha trasformato in una delle sue punte di diamante, dandogli un’immagine così strana da essere cool.

Roth è nato nel 1932 a Beverly Hills, in California da genitori erano emigrati dalla Germania. Si diplomò alla scuola superiore di Bell, un sobborgo di Los Angeles, e si arruolò nell’aeronautica militare americana, in seguito sposò la sua fidanzata del liceo, Sally, e, dopo il congedo dall’aeronautica, la coppia mise su famiglia.

Dopo vari lavoretti, con un paio di amici aprì un negozio chiamato Crazy Painters, che presto si fece una reputazione per la verniciatura personalizzata su qualsiasi cosa avesse le ruote. A questa attività venne poi affiancata un’attività secondaria, l’aerografia di magliette.  Nel 1959 Roth lasciò Crozier e Kelley per aprire un proprio negozio e fu qui che iniziò a lavorare alla prima delle sue custom costruite ex novo con carrozzeria in fibra di vetro: la Outlaw.

La Outlaw

Roth aveva sempre costruito hot rod tradizionali, ma nella vetroresina trovò il suo materiale ideale. L’Outlaw poggiava su un telaio cromato costruito su misura ed era alimentato da un V-8 Cadillac modificato. Si trattava di un nuovo tipo di hot rod, se mai fosse stato un hot rod….

Terminata alla fine del 1959, la Outlaw divenne subito un’auto di serie A: Gli organizzatori di eventi ed esposizioni a tema, sapendo che l’auto era un’attrazione, pagavano Roth per esporre la Outlaw, mentre lo scalpore che creava contribuiva a portare clienti al suo stand. È così che Roth concluse il suo lucroso accordo commerciale con la Revell.

Alla fine degli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Sessanta, i bambini americani si accaparravano centinaia di migliaia di kit Revell in plastica con le creazioni di Ed, spendendo tutte le loro paghette per questo nuovo hobby. Per darvi un’idea: nel 1963 Revell pagò a Ed “Big Daddy” Roth un centesimo di royalty per ogni modello venduto: quell’anno incasso 32.000 dollari.

AMT nel frattempo aveva fatto tanta strada nel mondo dei kit in plastica con i suoi kit di personalizzazione 3 in 1 e Revell era, ovviamente, essere ansiosa di ritagliarsi una fetta della torta.

Quando qualcuno del team creativo della Revell presentò ai responsabili la sua idea di un modello in kit della Outlaw di Roth, la risposta fu SI istantaneo.

Fu il pubblicitario della Revell, Henry Blankfort, a pensare che Roth avesse bisogno di una nuova immagine per stimolare le vendite. Blankfort propose il soprannome “Big Daddy”, un’allusione al gergo beatniks ” ed un riferimento al fisico di Roth, alto un metro e novanta per oltre 100 chili. A Blankfort si attribuisce anche il merito di aver fatto indossare a Roth il suo caratteristico smoking e cappello a cilindro, per cercare di ripulire la sua immagine trasandata. Inoltre, data la fama acquisita, l’immagine di Ed col suo caratteristico pizzetto da subito comparve nella grafica delle scatole dei kit ed risultato fu un’ottima grafica per le scatole dei modelli.

La Outlaw in kit

Una volta terminato l’Outlaw, per tutti i primi anni Sessanta, Roth produce un’auto all’anno: Beatnik Bandit che uscì nel 1961, la Rotar nel 1962, la Mysterion a due motori nel 1963, la Road Agent con motore Corvair all’inizio del 1964, la Orbitron asimmetrica alla fine del 1964, la Surfite con tavoletta da surf annessa all’inizio del 1965 ed infine la Druid Princess alla fine del 1966.

La Mysterion – 1963

La Surfite con tavola da surf – 1965

Il contratto per i kit della Revell era redditizio, ma era l’attività delle T-shirt quella che portava davvero soldi, le quali funzionavano a livello commerciale in quanto disegni che piacevano ai bambini e non ai genitori, ma che non erano così offensivi da essere vietati da mamma e papà.

Nascono così personaggi come Mother’s Worry, Drag Nut e Mr. Gasser, figure grottesche con occhi sporgenti e iniettati di sangue e bocche spalancate piene di denti aguzzi. A metà degli anni Sessanta nacque Rat Fink.

Ci sono varie storie su quando Rat Fink prese forma, ma la storia raccontata da Roth è che egli disegnò la creatura come contrapposizione a Topolino dopo essersi stancato di vedere tanti bambini con le orecchie di plastica del marchio. I mostri di Roth potevano essere acquistati su magliette e decalcomanie.

Come se non bastasse, gli esperti di marketing della Revell si resero conto che potevano realizzare anche kit tridimensionali in plastica di queste creazioni, in primis Rat Fink e M. Gasser. Roth era un fenomeno, e tutto ciò che usciva dal suo studio diventava oro.

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La seconda metà degli anni Sessanta fu un periodo di declino per Roth che si dedico dapprima a creare delle moto da par suo, assieme ad altre attività come pittore, scenografo, lavorando spesso sotto pseudonimo.

All’inizio degli anni Ottanta la popolarità di Ed Roth ebbe una nuova rinascita, commercializzando nuovamente magliette, fumetti, decalcomanie e altro ancora, e firmando un contratto di licenza con la Kenner Toys per una serie di auto giocattolo guidate da mostri.

Ed visse abbastanza a lungo da vedere il suo lavoro riscoperto da gallerie d’arte e musei e da essere inviata dal sindaco di San Francisco per un brindisi, durante una giornata in suo onore. Fino alla sua morte, avvenuta nel 2001, ha continuato a partecipare a fiere automobilistiche in tutto il Paese e a lavorare a nuovi progetti.