Oggi il socio Silvano Zanforlin ci presenta la sua ultima, come al solito molto particolare, realizzazione: una sezione della nave spagnola Rayo S.XVIII 1749 che partecipò alla Battaglia di Trafalgar, in scala 1/32.

La Storia

Il Rayo fu un vascello di linea spagnolo da 80 cannoni che prestò servizio nell’Armada Española tra il 1751 e il 1805. Varato il 28 Giugno 1749 come vascello a due ponti da 80 cannoni, aveva una lunghezza di 50,148 mt e una larghezza di 15,323 mt e 670 membri dell’equipaggio.

La nave ha avuto una storia travagliata che l’hanno portata a passare parecchio tempo in vari cantieri per riparazioni e rimessaggio.

La versione del vascello legata alla Battaglia di Trafalgar è quella risultante dalla radicale trasformazione avvenuta nel 1803. In quell’anno infatti la nave, dopo aver trascorso diversi anni in stato di abbandono presso il cantiere navale di La Carraca, venne dotata di un terzo ponte supplementare che ne elevò la potenza a 100 bocche da fuoco, cambiandone però completamente il profilo architettonico e la stabilità in mare, ovvero più pescaggio e minore manovrabilità.

Il Rayo di Trafalgar presentava la classica livrea della marina borbonica spagnola dell’epoca, caratterizzata da fasce nere alternate a strisce color ocra o rosso scuro in corrispondenza dei ponti di batteria, uno schema cromatico pensato per intimidire l’avversario e dare ordine visivo alla mole della nave.

Durante il celebre scontro del 21 ottobre 1805 a Trafalgar, il vascello era comandato dal capitano Enrique Macdonell e faceva parte della retroguardia della flotta combinata. La sua partecipazione al combattimento vero e proprio fu limitata a causa dei venti deboli che le impedirono di manovrare agilmente verso il cuore della mischia. Il destino del Rayo si compì pochi giorni dopo la battaglia quando, nel tentativo di recuperare le navi danneggiate rimaste in mano inglese, fu investito da una tempesta devastante che lo fece naufragare presso Sanlúcar de Barrameda.

La batttaglia di Trafalgar

Il Modello

Sentiamo cosa ci dice Silvano:

Il modello che ho utilizzato è della Disarmodel in scala 1/32. Non è stato semplice costruirlo: istruzioni non sempre chiare, pezzi e misure che non sempre coincidono ma niente di impossibile da risolvere. Solo molta pazienza, diverse parti da rifare e un bel po’ di tempo da dedicarci.