Oggi il nostro Marco Ardondi ci presente la sua ultima realizzazione: La Jeep Willys MB ¼-ton 4×4.

Si tratta sicuramente il veicolo più iconico della Seconda guerra mondiale. Ufficialmente denominata “¼-ton, 4×4, command reconnaissance truck” (cioè letteralmente “autocarro comando di ricognizione da ¼ di tonnellata, 4×4”) è il veicolo più prodotto del secondo conflitto mondiale, con ben 640.000 unità realizzate.

La storia

La storia della Jeep Willys è davvero interessante. Agli inizi del Novecento, l’imprenditore statunitense John North Willys aveva comprato la Overland Automotive rinominandola Willys-Overland Motor Company. Verso la fine degli Anni ’30, con le potenze dell’Asse che avevano iniziato ad avanzare in Europa e Nord Africa, l’esercito statunitense sentì l’esigenza di creare un veicolo, da utilizzare come mezzo d’appoggio o ricognizione, che fosse leggero (in modo da poter essere spostato a mano nelle situazioni difficili), semplice e affidabile,  in grado di spostarsi con agilità nei terreni disastrati dal conflitto.

L’esercito decise quindi di indire un bando di gara per avere a disposizione, in tempi molto brevi, un prototipo. Nel luglio del 1940 su 135 aziende interpellate soltanto tre presentarono una proposta: la American-Bantam e la Willys-Overland Motor Company e la Ford Motor Company.

In poche settimane le tre aziende presentarono i rispettivi progetti: la Bantam il modello BRC 40 (BRC significa “Bantam Reconnaissance Car” ovvero “automobile da ricognizione Bantam”), la Willys-Overland il modello “Quad“(a quattro ruote sterzanti) e la Ford il prototipo “Model GP o Pygmy“.

Inizialmente nessuna delle tre proposte pareva soddisfare tutti i requisit richiesti ma, nel marzo del 1941, venne scelto infine il “Quad” della Willys Overland.

Sottoposta ad alcune piccole modifiche richieste dal committente, la Willys Quad potè evolversi nella nuova e più leggera “MA” (Military model A) e, successivamente, nella definitiva “MB”.

Una curiosità: negli ambienti militari la nuova Wyllis MB venne ribattezzata con il nomignolo “Jeep“. Sull’origine di questo soprannome, che la Willys Overland registrerà ufficialmente nel giugno 1950, c’è incertezza; le due teorie oggi più accreditate dicono che il termine “jeep”sia riferito o al personaggio Eugene the Jeep della serie Popeye (da noi conosciuto come Braccio di Ferro) oppure dall’adattamento in pronuncia delle lettere “G” e “P”, acronimo militare di General Purpose. “Jeep”..

Esteriormente la Willys MB era un veicolo alquanto rustico, in pratica solo una piattaforma su quattro ruote con un cofano a forma di parallelepipedo e un abitacolo appena protetto da barriere laterali. In effetti, per il suo ruolo da veicolo di collegamento e ricognizione, non era prevista una particolare cura per la carrozzeria. Era lunga appena 3,3 metri, largo meno di 1,6 e pesava, nella versione standard, circa 1,100 kg. Una caratteristica della Jeep Willys era il parabrezza, costituito da due vetri sostenuti da un telaio, che poteva essere abbattibile, e la griglia del radiatore in lamiera stampata con i fari incorporati. Il motore di serie della MB era il Willys Mod 442, detto anche Go Devil, un motore a quattro cilindri con testata a “L”e valvole laterali da 54 CV alimentato a benzina (2,2 litri). La trazione generalmente era posteriore, con possibilità di inserirla sull’asse anteriore mentre il cambio manuale era a tre marce con riduttore. Nata per esigenze belliche, l’abitacolo fu più volte adattato (un esempio furono i supporti per mitragliatrici).

 

Il modello

Sentiamo cosa ha da dirci Marco sulla asua realizzazione.

Il modello della Willys che ho realizzato è il kit della Italeri (codice 3635) del 2021, in scala 1:24, che commemora l’80° anniversario dalla costruzione del primo esemplare, nel 1941.

Nel complesso il modello è di facile costruzione e piacevole da fare; l’unica parte in cui ho lavorato a livello di particolari è la zona del motore inserendo vari cavi di collegamento sia rossi che neri (come quelli dai 4 cilindri al trasformatore laterale).

Riguardo la colorazione della carrozzeria, e dei cerchioni delle ruote, ho usato il classico “Olive Drab”, un color verde oliva scuro che era il colore standard dei veicoli americani durante il conflitto (e anche dopo); la copertura mobile superiore è stata dipinta di una tonalità di verde leggermente più chiara mentre le parti piccole e gli accessori sono stati dipinti con colori della linea Andrea e Vallejo.

La versione della Jeep Willys da me realizzata è quella della famosa 101ª Airborne Division, 327° Glider Infantry Regiment (“glider”= aliante); dopo la battaglia delle Ardenne, il 327° combatté a Berchtesgaden dove le forze alleate occuparono alcune proprietà di Adolf Hitler, tra cui il Berghof (la sua residenza privata).