Museo del Modellismo Storico "Leonello Cinelli"

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La battaglia della Polesella

Per la prima volta nella storia, un esercito di terra ha distrutto una flotta navale.

Una realizzazione del socio Leonardo Nani

Era l'alba del 25 novembre del 1509, quando ai poveri contadini e pescatori delle golene del basso Po ferrarese apparvero, emergenti dalla nebbia in uno scrosciare di remi sull'acqua, le sagome delle possenti galee veneziane.
Erano dirette verso Ferrara, portando ovunque sgomento e paura.
Una poderosa flotta navale composta da 18 galee, 2 galeoni e più di 200 imbarcazioni minori, che mai le acque del grande fiume avevano visto.
Conduceva la flotta l'ammiraglio Angelo Trevisan.
Questa armata fluviale poteva contare su una forza di 5000 uomini tra marinai, istriani e dalmati, oltre ai ferocissimi schiavoni.
Il 30 di novembre il Duca di Ferrara Alfonso I e il fratello Ippolito fecero un tentativo per scacciare i Veneziani da Polesella.

L'attacco fu veemente ma non ebbe il successo sperato, le truppe della Serenissima, meglio addestrate riuscirono a respingere l'attacco.
Il 18 Dicembre il cardinale Ippolito si acquartierava presso l'abitato di Ro.
12000 le truppe Estensi schierate.
Ippolito, grande stratega militare, ispezionando l'argine, volse lo sguardo verso gli accampamenti nemici e le loro navi.
Un nuovo elemento era sopraggiunto, il livello del fiume era cominciato a salire, causa le incessanti piogge dei giorni precedenti, lasciando i fianchi delle imbarcazioni esposte alle famigerate artiglierie ducali.
Da Ferrara furono inviati di gran fretta numerosi pezzi d'artiglieria, bombarde, colubrine, cannoni e spingarde.
All'alba del 22 Dicembre sulle navi Veneziane si abbattè una valanga di ferro e fuoco. La fuga è generale, le navi cercano disperatamente la salvezza verso la foce del fiume.

I soldati che si gettano in acqua vengono colpiti dai balestrieri Estensi, o finiti a colpi di schioppo.
Gian Francesco di Bagno, testimone oculare, paragona la carneficina, alle grandi battute di caccia che si fanno sul lago di Mantova.
Lungo l'argine risuonavano i tamburi delle fanterie Estensi ed alleate. I soldati comparivano come fantasmi dal fumo del combattimento schierati per impedire ai fuggiaschi di approdare alla riva ferrarese.
Molti uomini persero la vita annegando, mentre altri furono finiti dalla gente del luogo desiderosi di vendetta. Alle 13 del 22 Dicembre la battaglia è finita.
Il 27, invece, il Duca Alfonso, giunge con le galee catturate al porto fluviale di Ferrara. Ad attenderlo, la sua sposa Lucrezia Borgia. Gettò ai suoi piedi le 60 bandiere catturate.
Due galee riescono a mettersi in salvo, 2 affondate, 13 sono bottino di guerra.
Per la prima volta nella storia, un esercito di terra ha distrutto una flotta navale.

Este, viva !